Andrea Lisi, Presidente di Anorc Professioni,ha invece evidenziato soprattutto le criticità del nuovo Regolamento: “In questo primo anno di GDPR si sono presentate tre criticità: non agiamo con spirito europeo, il DPO è isolato e deve diffidare dai ‘bollini’ e soprattutto la Blockchain non risolve i problemi di privacy”. Nel secondo panel, focalizzato sul Data Protection Offcier e moderato da Raffaele Barberio, Presidente Privacy Italia, i protagonisti sono stati i DPO di Enti pubblici.@Buttarelli_G: “Mentre ci avviciniamo al primo anniversario del #GDPR possiamo ritenerci soddisfatti, ma il GDPR è uno strumento di partenza, non uno strumento di arrivo.” @_ANORC @Key4biz @italiaprivacy Streaming dell’evento qui 👉https://t.co/Gl24sLb2Ue pic.twitter.com/0snNvQHHx4
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“Viviamo in un’epoca paradossale in cui non esitiamo a condividere sul web i dettagli più intimi della nostra vita e allo stesso tempo cerchiamo norme per proteggere la nostra privacy”, ha commentato Clara Rech, Dirigente scolastico del Liceo E.Q.Visconti di Roma. “Le Scuole hanno avuto indicazioni dal MIUR tardivamente; si sono organizzate in reti e hanno sopperito con personale interno agli obblighi GDPR ma per il DPO si è preferito rivolgersi ad un professionista esterno che garantisse competenza specifica e ruolo super partes. La Scuola infatti tratta molti dati, non solo legati a minori, e deve costantemente contemperare la loro tutela con la trasparenza. Occorre poi sottolineare la necessità di vigilare sull’uso dei mezzi informatici e della comunicazione in rete, non solo perché sono i media preferiti dai giovani, ma anche perché la didattica oggi si serve molto di essi”. “La tutela diviene fondamentale soprattutto nei confronti di giovani e meno esperti di privacy” ha dichiarato Giovanni Calabrò, Direttore Generale Tutela del Consumatore dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). “Abbiamo vietato a Facebook il trasferimento dei dati degli utenti a WhatsApp, con una sanzione. Le multe hanno anche un valore aggiuntivo: contengono il danno reputazionale”. “Nonostante sia passato quasi un anno dalla piena applicazione del GDPR, è ancora basso il livello di consapevolezza della protezione dei dati”, ha osservato Sandro Di Minco, DPO di enti pubblici, per il quale è un ossimoro “nominare un DPO in ‘formazione’: è un danno per il titolare del trattamento del dato”. “Oltre alla responsabilizzazione serve un approccio manutentivo del GDPR, la cassetta degli attrezzi e delle best practices non sono sufficienti”, ha spiegato Gabriele Lipari, DPO Asl Roma G. “Riconoscere i rischi e le opportunità nel trattare i dati personali è il vero antidoto alla deresponsabilizzazione del titolare al trattamento. Inoltre dobbiamo batterci tutti per ottenere la massima trasparenza sui dati sanitari degli italiani in server di multinazionali all’estero. Sapere solo in UE/non UE non basta affatto”. Gaetano Palombelli, Responsabile Area Istituzionale e Ufficio Studi, Unione Province Italiane (UPI) ha spiegato ai presenti che “Gli enti locali hanno proceduto alla prima applicazione del GDPR, individuando spesso un DPO esterno all’ente con un dispendio di risorse. In alcuni casi si è dato vita ad una gestione associata tra più enti della materia della protezione dei dati personali. Può essere questa la chiave per semplificare gli adempimenti soprattutto nei piccoli Comuni, attraverso la creazione di strutture di supporto e centri di competenza specializzati in ambito provinciale o metropolitano.”Raffaele Barberio, presidente associazione Privacy Italia: “#Cloud. AgID ancora non ha avviato la qualificazione dei Poli Strategici Nazionali. Il rischio? I dati delle Pa italiane nei server all’estero delle multinazionali. Serve sovranità nazionale anche sui dati” #GDPR pic.twitter.com/1tPvKm3Upa
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“Proteggere i dati vuol dire proteggere le persone” - ha dichiarato in conclusione Marco Menegazzo, Colonnello Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza. “La nostra attività ispettiva è focalizzata su tanti punti con al centro l’accountability”.Marco Menegazzo, Colonnello Nucleo Speciale Tutela #privacy e Frodi Tecnologiche @GDF: “Proteggere i dati vuol dire proteggere le persone”. Ultimo intervento del convegno sul #GDPR organizzato con @italiaprivacy, @_ANORC e #ANDIG. pic.twitter.com/vZkXdHQid1
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Marco Menegazzo, Guardia di Finanza: “La nostra attività ispettiva è focalizzata su tutti questi punti con al centro l’accountability”. #GDPR pic.twitter.com/tmLVCZ8OUP
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